Salamini: "Le radici del Trentino sono anche nella Fondazione Mach"

Incontro oggi a San Michele tra la Giunta provinciale e i vertici FEM

Salamini: "Le radici del Trentino sono anche nella Fondazione Mach"

Venerdì, 16 Settembre 2011

(s.c.) “La Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige è il più autorevole depositario delle tradizioni locali, in particolare agricole e sociali, e la sua storia rappresenta la premessa per ogni futuro possibile del territorio”. Parole del presidente della Fondazione Edmund Mach, Francesco Salamini, che oggi con i membri del consiglio di amministrazione, il direttore generale Alessandro Dini e la dirigenza, ha presentato alla Giunta provinciale e al presidente Lorenzo Dellai, riuniti in seduta presso la sala specchi dell'ex monastero agostiniano, attività e novità nel campo della ricerca, della formazione e del trasferimento tecnologico, facendo il punto sulla situazione attuale e la programmazione futura.
“Cibo, energia e ambiente- ha evidenziato Salamini- saranno i tre cavalli di battaglia della Fondazione Mach”. Una visione del futuro che ha colpito molto positivamente il presidente Lorenzo Dellai: “Con questa visione di lungo periodo -ha spiegato- avete centrato un percorso molto equilibrato e convincente, anche perché è nei momenti di crisi economica che si impostano nuovi cicli”. Parole di apprezzamento per l'attività svolta dalla Fondazione Mach anche da parte dell'assessore Mellarini che ha evidenziato l'importante ruolo della formazione nella crescita del comparto agricolo trentino. 
Focus sul programma edilizio in crescita con vari edifici in fase di realizzazione come la nuova sede dei corsi universitari che sarà pronta nella prossima primavera, la sede del Centro Trasferimento Tecnologico, la ristrutturazione di Maso Part a Mezzolombardo, il capannone sperimentale ai Giaroni di San Michele, la stalla didattica e la palazzina ambiente, e altri in fase di progettazione, tra cui la palazzina della chimica e della metabolomica, l'ampliamento del convitto, la realizzazione della nuova distilleria, la nuova biblioteca, le serre tecnologiche e il nuovo piano del verde. Sul programma edilizio il presidente Dellai ha detto: “San Michele è passato da ente funzionale della Provincia a fondazione e ora da istituto a campus. Noi, come Giunta, lo accompagneremo in questo percorso a livello progettuale, organizzativo e logistico”. 
L'Istituto di San Michele è un ente cresciuto molto negli ultimi anni; ha conseguito importanti traguardi a livello internazionale  soprattutto grazie ai risultati ottenuti con i sequenziamenti dei genomi di vite, melo e fragola e punta sempre più a intraprendere la strada della sostenibilità ambientale per migliorare l'agricoltura con piante tolleranti alle malattie e agli stress, riducendo al minimo gli input chimici in campagna”. Attività, dunque, in forte crescita, progetti e collaborazioni con prestigiosi centri e università a livello internazionale. Sotto i riflettori, pertanto, oggi, la ricerca scientifica e le sue oltre 200 collaborazioni quotidiane con università e centri di ricerca di tutto il mondo; l'istruzione e la formazione sempre più diversificata per rispondere alle esigenze del territorio e il picco storico di studenti arrivati quest'anno a quota 840; la ricerca applicata e la sperimentazione che sostengono lo sviluppo economico del settore agroforestale trentino e la consulenza con i suoi 70 esperti: ogni tecnico è referente per 180 aziende agricole, esegue oltre 270 consulenze in azienda e percorre 11 mila chilometri.  Infine, l'azienda agricola con i suoi 120 ettari di terreni a supporto anche della didattica e della sperimentazione.
Presentati anche alla Giunta i piani di programmazione traversali nei vari comparti, tra cui vite e melo, e il recente premio Logistico 2011 conferito da Assologistica e Euromerci. Una commissione di autorevoli esperti in ambito nazionale e internazionale ha premiato il nuovo polo logistico e multiservizi della Fondazione Mach, progetto che vede l'Istituto di San Michele come una delle prime fondazioni in Italia ad implementare un sistema organizzativo di questo tipo: è il "Supply Chain Reengineering Project” che si propone di rendere pienamente efficiente l'intera catena della fornitura di materiale e servizi, riducendo gli sprechi e le non conformità, contenendo i costi operativi e creando cultura aziendale e professionale.