Vitisana

Dissezione di tratti genetici in viti resistenti

Vitisana

Finanziatore: EGTC European Region Tyrol-South Tyrol-Trentino - Interregional Project Network (IPN) - 1st Call

Durata: 01/04/2016 - 30/09/2019

Coordinatore Consorzio e PI FEM: Silvia Vezzulli 
PI LRC: Thomas Letschka
PI UIBK: Hermann Stuppner

Partner: Fondazione Edmund Mach (Trentino), Laimburg Research Center (Alto Adige), Innsbruck University (Tyrol)

I nuovi regolamenti della Comunità Europea in agricoltura si indirizzano verso una progressiva diminuzione dei trattamenti fitosanitari. In viticoltura, il problema è complicato dalla quantità elevata di fitofarmaci utilizzati dovuta al fatto che la specie più coltivata (l’eurasiaticaVitis viniferaL.) è estremamente sensibile alle malattie. Una valida alternativa per una viticoltura più ecosostenibile è rappresentata dalla costituzione di nuove varietà, ottenuti mediante incrocio e selezione, che combinino le ottime caratteristiche organolettiche della vite eurasiatica con una maggiore resistenza alle malattie donata da altre specie americane e/o asiatiche. Questi tipi di incrocio non sono una novità: a partire dalla seconda metà del XIX secolo, subito dopo la comparsa in Europa di oidio, peronospora e altri patogeni fungini importati dagli USA, iniziarono gli incroci tra viti europee e viti americane, generando i cosiddetti ibridi di prima generazione. Date le caratteristiche qualitative non ottimali dei vini prodotti con tali ibridi, il mondo vitivinicolo europeo continuò il percorso sperimentale, reincrociando più volte questi ibridi con varietà diviniferaper diluire la porzione di genoma (indesiderata) proveniente da altre specie mantenendo però le caratteristiche di resistenza alle malattie; in tal modo si ottennero vini non solo adatti ad una coltivazione sostenibile ma anche di qualità elevata.

Finanziato dal Fondo EUREGIO per la ricerca scientifica, il progetto VITISANA, a partire da una collezione di oltre 100 ibridi (medio-)resistenti con diverse caratteristiche qualitative, ha la finalità di identificare le regioni genomiche responsabili degli eventuali composti non desiderabili. Grazie alla collaborazione tra la Fondazione Edmund Mach (coordinatrice del progetto, Trentino-IT), il Centro di Ricerca Laimburg (partner, Sud Tirolo-IT) e l’Università di Innsbruck (partner, Tirolo-A), si vogliono analizzare e caratterizzare i profili di metaboliti secondari che possano essere correlati alla bassa qualità di uva e vino; a tale scopo sono previste varie tecniche analitiche: GC-MS, LC-MS, PTR-MS, NMR. Parallelamente vengono identificate mutazioni puntiformi nel genoma degli ibridi oggetto di studio al fine di associarle alla presenza di metaboliti specifici. In questo modo sarà determinata la base genetica dei tratti qualitativi di tali ibridi, informazione che in futuro permetterà lo sviluppo più mirato di vitigni resistenti e di elevata qualità attraverso un processo di selezione assistita dai marcatori molecolari.

Maggiori informazioni: Euregio website

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VITISANA – Genetische Charakterisierung von Qualitätseigenschaften in PIWI-Weinen

Funding: Euroregione alpina Tirolo-Alto Adige-Trentino   - Euregio Science Fund 1st call

Timeframe: 01/04/2016 - 30/09/2019

Consortium coordinator and PI FEM: Silvia Vezzulli 
PI LRC: Thomas Letschka
PI UIBK: Hermann Stuppner

Partners: Fondazione Edmund Mach (Trentino), Laimburg Research Center (Alto Adige), Innsbruck University (Tyrol)

Die neuen EU-Verordnungen in der Landwirtschaft zielen auf eine schrittweise Verringerung der Pflanzenschutzbehandlungen ab. Demgegenüber steht der Anbau der krankheitsanfälligen Weinrebe (Vitis vinifera L.), die eines beträchtlichen Einsatzes von Pflanzenschutzmitteln bedarf. Eine gelungene Alternative für einen umweltverträglicheren Weinbau stellt die Züchtung neuer Sorten dar. Sie durch Kreuzung und Selektion gewonnen und kombinieren dabei die hervorragenden organoleptischen Eigenschaften der Weinrebe mit einer höheren Krankheitsresistenz aus amerikanischen oder asiatischen Wildreben. Diese Art der Kreuzung ist nicht neu. Bereits seit der zweiten Hälfte des 19. Jahrhunderts, unmittelbar nach dem Auftreten von Peronospora, Oidium und anderen aus den USA eingeführten Pilzerregern in Europa, begann die Kreuzung von europäischen mit amerikanischen Reben, wobei die sogenannten Hybriden der ersten Generation entstanden. Angesichts der nicht optimalen Qualität der mit solchen Hybriden erzeugten Weine beschloss die europäische Weinwelt an den Hybriden weiterzuarbeiten und sie wiederholt mit Qualitätssorten rückzukreuzen. Damit wurde der aus den Wildreben stammende unerwünschte Genomanteil verdünnt und gleichzeitig die Eigenschaften der Krankheitsresistenz erhalten. Auf diese Weise wurden Weine entwickelt, die nicht nur für einen nachhaltigen Anbau geeignet sind, sondern auch eine hohe Qualität aufweisen.
Das vom „Euregiofonds für wissenschaftliche Forschung“ geförderte Projekt VITISANA hat zum Ziel, aus einer Sammlung von über 100 (mittel-)resistenten Hybriden mit unterschiedlichen Qualitätsmerkmalen jene Stellen im Genom zu identifizieren, die für unerwünschte Inhaltsstoffe verantwortlich sind. In einer engen Zusammenarbeit zwischen der Edmund-Mach-Stiftung (Projektkoordination, Trentino), dem Versuchszentrum Laimburg (Südtirol) und der Universität Innsbruck (Tirol) sollen die Profile von Sekundärmetaboliten analysiert und charakterisiert werden, die mit minderwertiger Trauben- und Weinqualität in Verbindung gebracht werden können. Zu diesem Zweck sind verschiedene Analysentechniken vorgesehen, wie GC-MS, LC-MS, PTR-MS und NMR. Gleichzeitig werden Punktmutationen im Genom der untersuchten Hybriden identifiziert, um sie mit dem Vorhandensein spezifischer Metaboliten zu assoziieren. Auf diese Weise kann bestimmt werden, durch welche genetischen Grundlagen die Qualität dieser Hybriden definiert ist. Diese Informationen ermöglichen in Zukunft eine gezieltere Entwicklung resistenter und hochwertiger Reben durch den Einsatz neuer molekularer Marker während des Selektionsprozesses.

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