La Digestione anaerobica

Per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti organici per la produzione di energia, si registra un crescente interesse per la “digestione anaerobica a secco”, basata su processi di fermentazione di matrici solide (contenuto di sostanza secca fino a 50%), che presenta indubbi vantaggi di ordine tecnico rispetto alla tradizionale digestione a umido (sostanza secca max 10%), in quanto evita la diluizione dei materiali avviati a processo con grandi quantità di acqua.

il digestore pilota a secco dell'Unità Biomasse
Operazioni all'impianto pilota

La conseguenza è una notevole riduzione dei volumi da trattare con tutti i benefici che ne derivano (reattori di minori dimensioni e minor quantità di digestato da smaltire).

monitoraggio in continuo del digestore pilota

Per approfondire le conoscenze in materia è stato attrezzato uno specifico laboratorio e acquisito un digestore anaerobico a secco pilota. Sono stati così allestiti tre reattori della capacità di circa 10 litri utili, dotati di agitatori, sonde per la temperatura e pH, analizzatore per monitorare la produzione di biogas e la sua composizione (metano, anidride carbonica, acido solfi drico e ossigeno), per studiare i processi fermentativi e metanogenici. Ciò permette di valutare il valore energetico delle biomasse e studiare il processo dal punto di vista chimico - fisico e anche microbiologico.

In scala pilota si è scelto di studiare la digestione anaerobica a secco, processo che va verificato in ordine alle rese quantitative e qualitative di biogas, legate a molteplici aspetti: ricircolo di parte del digestato con funzione di inoculo, impiego del percolato per il riscaldamento, utilizzo di coadiuvanti strutturali lignocellulosici, ecc. Il reattore pilota installato, del volume utile di circa 16 m3, consentirà di riprodurre fedelmente i processi di fermentazione che avvengono negli impianti in scala industriale con tutti i vantaggi che derivano da dimensioni così compatte in termini di flessibilità e rapidità operativa.