Convegno "L'impatto dell'allargamento dell'Unione Europea nel settore agricolo e rurale"

Dall'allargamento dell'Unione Europea più opportunità che rischi per la produzione agricola italiana e trentina.

La riforma della politica agricola comune va nella direzione di sostenere un modello di agricoltura centrata sulla qualità dei prodotti

Lunedì, 10 Maggio 2004

"L'allargamento dell'Unione Europea porterà più opportunità che rischi in Italia e premierà il modello produttivo trentino basato sulla qualità distintiva dei prodotti agricoli". Lo ha detto Paolo De Castro, docente all'Università di Bologna, nonché consulente agricolo del Presidente della Commissione europea Romano Prodi, che ha preso parte questo pomeriggio al seminario di informazione organizzato dal Carrefour rurale europeo delle Alpi dell'Istituto Agrario di San Michele all'Adige sul tema "L'impatto dell'allargamento dell'Unione Europea nel settore agricolo e rurale"

 Il professore ha parlato delle conseguenze che l'ampliamento dell'Unione avrà sull'agricoltura delle realtà montane e di quella trentina in particolare. Se da un lato, infatti, le produzioni agricole locali non potranno competere con quelle dei nuovi dieci stati membri sul fronte dei "costi" dall'altra, ha ribadito De Castro, potranno imporsi sul mercato proprio in virtù della loro qualità.

Gli agricoltori europei passano da sette a 11 milioni, la superficie agricola aumenta del 30 per cento, ma allo stesso tempo la produttività dell'agricoltura nei nuovi paesi è molto più bassa che non nella "vecchia" Europa. Sono alcuni dati snocciolati oggi in occasione del seminario che ha cercato di chiarire quali sono i vantaggi e quali possono essere le difficoltà per il mondo rurale che seguono l'allargamento ad est dell'Europa comunitaria.

Paolo Berizzi, funzionario della Commissione europea che ha seguito il capitolo "Agricoltura" dei negoziati di adesione dei nuovi paesi, ha illustrato i cambiamenti che l'allargamento comporterà nel settore agricolo e rurale a livello europeo, mentre l'assessore all'agricoltura, commercio e turismo della Provincia autonoma di Trento, Tiziano Mellarini, ha sottolineato i maggiori benefici che seguono l'allargamento ad Est. Aumenteranno la stabilità economica, le possibilità di lavoro e di scambio di beni e servizi, si amplierà il mercato e aumenteranno i potenziali consumatori. I 74 milioni di nuovi cittadini europei vedranno aumentare il loro potere d'acquisto e così si amplierà notevolmente il mercato anche per i prodotti agricoli provenienti dall'Italia e dagli altri "vecchi" paesi europei. Allo stesso tempo, l'agricoltura dovrà stringere alleanze con gli altri settori, migliorare la qualità dei prodotti e soddisfare le richieste sempre più variegate dei consumatori. "L'entrata di dieci nuovi stati ci obbliga a percorrere strade innovative per la qualità dei prodotti soprattutto nel settore agro-alimentare" ha detto l'assessore, sottolineando che le preoccupazioni per la concorrenza sono state sfatate dalle indagini di mercato e che il futuro si giocherà anche sulle normative fitosanitarie e veterinarie per "garantire a tutti gli agricoltori della nuova Europa a 25 lo stesso livello di controllo e sorveglianza relativamente agli alimenti e alle produzioni zootecniche".

Berizzi ha spiegato che non ci sarà pericolo di restare invasi dai prodotti agro-alimentari dei nuovi dieci stati membri, in quanto questi sono tutti, eccetto l'Ungheria, "importatori netti" nel settore primario. "Sicuramente fino al 2007 non c'è nemmeno il pericolo di una riduzione delle risorse finanziarie per l'agricoltura dei "quindici" perché i nuovi paesi hanno attualmente diritto solo al 10 per cento del bilancio agricolo dell'Unione europea nel periodo 2004-2006".

In un recentissimo studio della Commissione europea, ben il 22% della superficie di questi Stati è rappresentato da aree montane. Del tema "allargamento e montagna" ne ha parlato l'europarlamentare Giacomo Santini che ha anche auspicato l'inserimento della specificità montana nella Costituzione europea in via di approvazione (l'eurodeputato Michl Ebner, a causa di sopraggiunti impegni, non è potuto intervenire al convegno).

Tra i relatori, anche Roberto Santaniello, direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea (ufficio di Milano), che ha illustrato i contenuti del progetto nazionale di informazione sul tema dell'allargamento dell'Unione Europea e delle sue ripercussioni nel settore agricolo e rurale.

Il presidente dell'Istituto Agrario, Giovanni Gius ha ricordato le attività che il Carrefour rurale europeo delle Alpi sta portando avanti nel territorio provinciale, in particolare il corso di formazione rivolto ad amministratori e funzionari di enti locali per far conoscere loro le opportunità che l'Unione europea mette a disposizione delle zone rurali.

 

Ufficio stampa

Istituto Agrario

 

 

S.Michele all'Adige, 9 maggio 2004