La grappa trentina "sbarca" in Belgio

"Grappa Acqua di Vita"
In Belgio, presso il Museo nazionale del Ginepro, apre i battenti dal primo febbraio al 28 agosto una mostra sulla grappa realizzata dall'Istituto Agrario in collaborazione con il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina

Sabato, 22 Gennaio 2005

Elisir di vita, somma di virtù medicamentose, bevanda da sorseggiare in montagna, disinfettante, balsamo con l'arnica per le articolazioni, ultima speranza per la peste e la spagnola, la grappa è stata garanzia di sopravvivenza negli anni di maggiore povertà.
Alla figlia legittima della vite, antico e prezioso distillato che nasce dall'ingegnoso sfruttamento delle vinacce, è dedicata una mostra storica e antologica che l'Istituto Agrario di San Michele all'Adige ha organizzato in Belgio, a Hasselt, presso il Museo nazionale del Ginepro.
L'esposizione, intitolata "Grappa Acqua di vita" e realizzata  in collaborazione con il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina e con l'alto patrocinio dell'Ambasciata d'Italia nel Regno del Belgio, sarà inaugurata domenica 30 gennaio, ad ore 11.00, alla presenza di numerose autorità civili e politiche fiamminghe, tra cui il sindaco e la giunta comunale della città di Hasselt, e chiuderà i battenti domenica 28 agosto.
La grappa approderà in un angolo d'Europa dove sono molti gli immigrati trentini che hanno cercato fortuna nei difficili tempi del primo e secondo dopoguerra. Per sette mesi, presso il Museo nazionale dello Jenever, situato in un'autentica distilleria del XIX secolo, faranno bella mostra di sé un antico distillatore della valle di Cembra, un singolare alambicco a bagnomaria, segno di una robusta e intelligente tecnologia rurale, e alcuni reperti storici appartenenti all'Istituto e ad alcuni distillatori trentini. Farà da cornice all'evento un video sulla grappa trentina prodotto dall'Istituto Agrario che illustra tutto il processo di produzione fino alla degustazione.
Nella terra dello Jenever, specialità tipica dell'intera zona della Fiandra nonché liquore d'élite da sempre pubblicizzato con sofisticate etichette, la grappa si mostrerà in tutta la sua veste di fedele compagna del "popolo", snobbata per secoli dagli intellettuali, bevanda gagliarda come lo spirito contadino che l'ha inventata, anche se oggi, quasi a testimoniare le aspre lotte di quel passato, sta evolvendo verso un prodotto più raffinato e gentile che meglio si adatta alle attuali esigenze ed ai gusti dei consumatori.
"E' con entusiasmo che l'Istituto Agrario ha accolto la proposta del Museo nazionale dello Jenever di Hasselt di organizzare una mostra storica e antologica sulla grappa, sia per la tradizione secolare che questa bevanda così dolce e così cara al palato di molti popoli ha in Trentino, sia per l'impegno che da anni l'Istituto di San Michele all'Adige dedica al settore enologico e della distillazione. Lo dimostra anche l'attivazione di un master universitario di primo livello in Scienze della Grappa, in collaborazione con le Università degli Studi di Trento e Udine, il Centro Studi e Formazione Assaggiatori e l'Istituto Nazionale Grappa" spiega il presidente dell'Istituto Agrario, Giovanni Gius che sarà presente all'inaugurazione di domenica 30 gennaio assieme al direttore generale, Alessandro Dini, e all'enologo e mastro distillatore dell'Istituto Agrario, Bruno Pilzer. 
Soddisfazione arriva anche dal direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, Giovanni Kezich, che definisce significativa questa collaborazione tra i due enti.  "Il Museo di San Michele, fondato nel 1968, è ospitato fin dalle sue origini in quella che fu, per circa un secolo, la sede storica dell'Istituto Agrario -spiega Kezich-. Della storia dell'Istituto stesso, il Museo conserva, nella sua sezione di vitienologia e distillazione, un buon numero di importanti cimeli. In questa prospettiva, mi pare del tutto significativo, che Museo e Istituto si presentino insieme all'appuntamento di Hasselt: ospitati nel medesimo complesso monumentale - quello dell'antica Prepositura degli agostiniani - rappresentano l'uno la storia, e l'altro il presente, e immagino anche il futuro, di una medesima cultura della vite". 
 

Con cortese richiesta di pubblicazione e/o diffusione

S. Michele a/A, 25 gennaio 2005

Ufficio stampa
Istituto Agrario