Giorno del ricordo 2020

il 10 febbraio, in memoria delle vittime delle foibe e degli esuli istriani, fiumani e dalmati.

Giovane esule italiana in fuga dalla Venezia Giulia (PD Italia)

Domenica, 09 Febbraio 2020

Una solennità civile istituita con la legge 92/2004 per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale." (art. 1).

La Giornata viene celebrata il 10 febbraio perché la data ricorda il giorno della firma dei Trattati di Parigi del 1947 che consegnavano alla Jugoslavia la città di Fiume, il territorio di Zara, le isole di Lagosta e Pelagosa, gran parte dell'Istria, del Carso triestino e goriziano, e l'alta valle dell'Isonzo.

Nel messaggio per la ricorrenza 2020 il presidente Mattarella ricorda questa "pagina tragica della nostra storia recente, per molti anni ignorata, rimossa o addirittura negata: le terribili sofferenze che gli italiani d'Istria, Dalmazia e Venezia Giulia furono costretti a subire sotto l'occupazione dei comunisti jugoslavi."
"Si trattò di una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono - per superficialità o per calcolo - il dovuto rilievo" e rispetto alla quale permangono "piccole sacche di deprecabile negazionismo militante. Ma oggi il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell'indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi."

“La violenza delle foibe scavò un solco di terrore fra la popolazione italiana. Le intimidazioni, bastonature, arresti e sparizioni del dopoguerra rafforzarono il clima di paura. Le ragioni dell’esodo sono però molto più complesse “
Dopo la tragedia delle foibe, il fenomeno migratorio riguardò circa 300mila italiani di Istria, Fiume e Dalmazia, che lasciarono la loro terra per restare in suolo italiano, determinando così “la scomparsa quasi integrale della componente autoctona bilingue e cultura italiana nei suoi territori di insediamento storico a Zara, Fiume e Istria in generale.” (R. Pupo)

Alla scuola è dunque affidato il compito fondamentale di "diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani." (art.2). Sul sito del MIUR una sezione di documenti dedicata a Le vicende del confine orientale e il mondo della scuola

Fonti in rete e in Biblioteca per approfondire