Giorno del ricordo

Il 10 febbraio è una solennità civile dal 2004, voluta per “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra" (legge 92/2004 )

Giorno del ricordo

Sabato, 09 Febbraio 2019

La tragedia delle foibe e l'esodo forzoso degli italiani dall'Istria, dalla Dalmazia e da gran parte della Venezia Giulia a partire dal 1943 e poi tra il 1947 e il 1954 viene celebrata il 10 febbraio: la data è legata alla firma del Trattato di Parigi  del 1947 che consegnava alla Jugoslavia la città di Fiume, il territorio di Zara, le isole di Lagosta e Pelagosa, gran parte dell'Istria, del Carso triestino e goriziano, e l'alta valle dell'Isonzo.

Il Presidente Repubblica Sergio Mattarella invita oggi non perpetuare quel silenzio "sugli orrori commessi contro gli italiani istriani, dalmati e fiumani” sui quali “cadde una ingiustificabile cortina di silenzio, aumentando le sofferenze degli esuli, cui veniva così precluso perfino il conforto della memoria”
Dobbiamo essere attenti e vigilare contro tutti coloro che negano il progetto criminale contro gli italiani di queste terre, che furono vittime di un odio «comunque intollerabile», «ideologico, etnico e sociale insieme”.

«Celebrare il Giorno del Ricordo – sottolinea il capo dello Stato – significa rivivere un capitolo buio della storia nazionale e internazionale», «comune a molti popoli dell’Est europeo: quello di passare direttamente dall’oppressione nazista a quella comunista. E sperimentare sulla propria vita tutto il repertorio disumanizzante dei totalitarismi del ‘900, diversi nell’ideologia, ma così simili nei metodi di persecuzione, repressione, eliminazione dei dissidenti».

Il Ministero dell'Istruzione e della ricerca    invita "tutti gli istituti scolastici del Paese a organizzare iniziative per indagare nel dettaglio cosa sia stata la tragedia delle Foibe e per promuovere la conoscenza degli eventi che costrinsero centinaia di migliaia di italiani, abitanti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, a un esodo forzato. 

Il ricordo del nostro passato, anche delle sue pagine più dolorose, deve essere attivo: solo così possiamo fare in modo che il male non torni a imperversare nelle nostre comunità, che ogni giovane riconosca nel presente ogni forma di violenza, di discriminazione e di emarginazione e la contrasti con decisione”.

"La Storia non insegna, non lo ha mai fatto, ed è per questo che farsi carico della memoria , trasmettere e affidare al racconto le cifre universali di quei fatti, è l'unico modo per contrastare l'oblio, nemico della giustizia (Il testimone di Pirano , 2016: p. 9)

Nel Catalogo Bibliografico Trentino: Libri e film

Approfondimenti