I ricercatori dell'Istituto Agrario e del Centro SafeCrop hanno presentato oggi alcuni risultati del progetto AgriBio "Strategie innovative per la d...

Meno rame in viticoltura biologica

Agenti di "biocontrollo", estratti vegetali e farina di roccia per combattere la peronospora

Tuesday 15 February 2005

I ricercatori dell'Istituto Agrario e del Centro SafeCrop hanno studiato il modo di controllare patogeni e parassiti in viticoltura biologica ed i risultati ottenuti potranno essere utilizzati anche nell'agricoltura convenzionale per ridurre l'input di pesticidi nell'ambiente.

  Al progetto di ricerca triennale "AgriBio" finanziato dalla Provincia autonoma di Trento, hanno partecipato, oltre all'Istituto Agrario nel ruolo di coordinatore, le Università di Trento e Udine, l'Istituto Politecnico di Zurigo e l'Università del Molise. Alcuni risultati sono stati presentati oggi, nell'ambito dell'incontro "Agricoltura biologica: strategie innovative per la difesa della vite", che ha visto una notevole presenza di agricoltori, tecnici e studenti.

  Le ricerche condotte dell'ambito del progetto AgriBio hanno riguardato alcuni aspetti critici della difesa in viticoltura biologica ed in particolare la ricerca di alternative all'impiego del rame, l'individuazione di strategie per il controllo dei marciumi radicali e per migliorare l'efficienza della confusione sessuale per la difesa contro la tignoletta della vite.

     Scoperti validi "integratori" del rame

   Il rame è stato incluso nel Regolamento europeo per l'utilizzo in agricoltura biologica in quanto è un composto presente in natura ed è considerato di uso tradizionale. Tuttavia dopo anni di utilizzo si accumula nel suolo dove esercita una forte tossicità nei confronti della microflora e microfauna presente. Per questo motivo nel 2002 l'Unione Europea ha deciso di ridurne l'utilizzo fissando delle soglie che però non sono sufficienti per il controllo della peronospora in alcune aree, come in Trentino, dove le condizioni ambientali sono particolarmente predisponenti la malattia.

  Durante il progetto è stata valutata l'efficacia delle alternative al rame presenti sul mercato: "agenti di biocontrollo" –ovvero tutti i mezzi di origine naturale come insetti, microorganismi, estratti naturali che consentono di ridurre malattie ed insetti delle piante coltivate-, estratti vegetali e farina di roccia. "In Trentino –ha spiegato la ricercatrice Ilaria Pertot- le condizioni ambientali facilitano lo sviluppo della peronospora. Pertanto le alternative al rame da sole non sono sufficienti per combattere la malattia e vanno integrate con bassi dosaggi di rame".

  In lenta evoluzione i marciumi radicali

  I marciumi radicali sono in lenta ma continua evoluzione in Trentino e spaventano non solo i viticoltori biologici, ma soprattutto i produttori convenzionali. Durante l'incontro è stato presentato il protocollo per il riconoscimento della malattia e alcune misure per il contenimento delle infezioni, in quanto non esistono al momento fungicidi o sostanze tali da curare la malattia.

  Confusione sessuale contro la tignoletta

  La confusione sessuale per difendere la vite dalla tignoletta è applicata con successo in provincia di Trento. Esistono però ancora alcune situazioni problematiche che ne riducono l'efficacia (vigneti nelle zone di bordo, piccole superfici isolate, ecc.). Durante il progetto è stata identificata una nuova sostanza volatile che mediante l'attrazione dell'insetto femmina potrà aiutare a risolvere tutte quelle condizioni difficili.

 

 

  VITICOLTURA BIOLOGICA IN CIFRE

  Trentino - Secondo l'ultimo dato disponibile per l'agricoltura biologica in Trentino (2002, Provincia autonoma di Trento) la situazione è pressoché stabile dopo dieci anni di forte crescita, con una superficie coltivata a vite di circa 55,96 ettari. Se si confronta la percentuale di viticoltura biologica rispetto alla produzione viticola convenzionale si può notare come in Puglia sia molto elevata (circa il 2,0 %) rispetto a quella in Trentino (0,6 %).

  Italia - Anche se l'Italia rimane il paese con il più elevato numero di ettari coltivati e aziende biologiche, dai dati pubblicati dal Ministero delle politiche Agrarie e Forestali risulta che, dopo un periodo di forte crescita ed entusiasmo iniziale, a partire dal 2001 si è avuta una contrazione della superficie agraria coltivata con metodo biologico.

  In viticoltura si assiste in modo particolare ad una disaffezione dei produttori per il metodo biologico. I fattori che spiegano tale situazione possono essere ricercati nella mancanza di una normativa europea per la vinificazione biologica, nelle difficoltà riscontrate nella gestione di patogeni e parassiti, nelle limitazioni poste dall'UE nell'utilizzo del rame come anticrittogamico.

 

 

  S. Michele all'Adige, 15 febbraio 2005

 

 

  Con cortese richiesta di pubblicazione e/o diffusione

 

 

  Ufficio stampa