Ecogenomica

Unità di ricerca (EG) - Studio della diversità biologica alpina e dei processi che ne determinano la variabilità nello spazio e nel tempo.

In Trentino esistono circa 2400 specie di piante spontanee, ovvero circa la metà di tutte le specie vegetali dell’intero arco alpino. Considerate anche le peculiari caratteristiche orografiche, il Trentino rappresenta pertanto un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per lo studio della diversità biologica alpina e dei processi che determinano come essa varia nello spazio e nel tempo.

La mission dell’unità di Ecogenomica e Botanica Ambientale è sia la caratterizzazione e lo studio della biodiversità vegetale naturale -con particolare riferimento a quella dell’ambiente alpino- sia lo studio dell’interazione pianta-ambiente. Facendo uso di una molteplicità di approcci quali la tassonomia integrata (morfologica e molecolare) la fenotipizzazione, la fisiologia e la biologia molecolare, nonché lo sviluppo di metodi innovativi per l’identificazione di singole specie, l’unità di Ecogenomica e Botanica Ambientale si pone gli obiettivi di:

(i)  studiare le variazioni spazio-temporali della biodiversità vegetale;

(ii) comprendere i principali meccanismi fisiologici e molecolari che sono alla base della generazione e del mantenimento della biodiversità vegetale naturale e delle risposte delle piante all’ambiente;

(iii) analizzare le interazioni delle piante con l’ambiente in cui si trovano e verificare l’impatto di stress abiotici quali il cambiamento climatico e fattori antropici;

(iv) valorizzare la biodiversità vegetale attraverso la sua applicazione alla bioeconomia ed al suo utilizzo a fini produttivi. 

I dati e le conoscenze che si ottengono possono avere importanti ricadute dirette sulla gestione del territorio (ad esempio sulla base di informazioni su specie invasive, riduzione della resilienza e dei servizi ecosistemici delle piante), sulla salute umana (ad esempio sulla base di dati pollinici) e sulla produzione di composti ad elevato valore aggiunto (ad esempio isoprene e principi attivi naturali). Queste conoscenze consentono inoltre di formulare nel medio-lungo termine modelli predittivi che integrino il potenziale adattativo delle singole specie con i principali fattori di stress abiotico, consentendo una più accurata previsione delle dinamiche di cambiamento della flora e della loro gestione.


Responsabile

CLAUDIO VAROTTO

CLAUDIO VAROTTO

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