Olfattometria

La sensazione di odore, sia qualitativa (buono-cattivo) che quantitativa (più o meno intenso), è indiscutibilmente condizionata dalla soggettività dell’individuo. Negli ultimi anni il mondo scientifico si è adoperato nella messa a punto di strumenti che consentissero di simulare in modo oggettivo il comportamento del naso umano.

conduzione di un'analisi olfattometrica

I primi sensori meccanici in grado di riconoscere gli odori, copiando il meccanismo di azione combinato di naso, recettori, nervi e sistema cerebrale, sono stati progettati e costruiti alla fine degli anni ottanta, aprendo così la strada verso un sistema olfattivo "ricostruito" così sensibile da percepire un aroma leggerissimo ed individuarne i singoli costituenti.

L’unità B.E.R. ed energie rinnovabili dispone da alcuni anni di due strumenti per l’analisi della qualità odorigena dell’aria: un naso elettronico a 10 sensori (mod. PEN3) ed un olfattometro a quattro postazioni (mod. ECOMA TO7). Entrambi vengono utilizzati, secondo metodiche standardizzate riconosciute a livello nazionale ed europeo, nel settore ambientale su specifico incarico di aziende private ed enti locali, provinciali ed extraprovinciali, interessati ad identificare la sorgente di fonti odorose moleste.
Oggigiorno sono numerose le applicazioni del naso elettronico, dal settore del monitoraggio ambientale, all'analisi degli aromi alimentari, oltre agli impieghi nel campo medico, nel settore della chimica e della profumeria.

utilizzo del naso elettronico

Particolare interesse riveste il monitoraggio ed il controllo delle dispersioni odorigene da impianti di trattamento dei rifiuti: discariche, compostaggio, digestione anaerobica, depuratori. Laddove infatti le caratteristiche geografiche del territorio non consentono di collocare questi impianti a distanza tale da evitare problemi o, nei casi dove si assiste allo sviluppo di aree abitative o commerciali limitrofe ad impianti già esistenti, si registra da parte dei residenti un elevato disagio causato dall’impatto odorigeno di queste strutture, talvolta anche particolarmente intenso e persistente.

L’integrazione dei risultati ottenuti mediante naso elettronico, analisi olfattometrica dinamica e analisi chimica è stata ritenuta valida, negli ultimi anni, per la valutazione dell’impatto odorigeno degli impianti di trattamento dei rifiuti. Gli studi condotti in questo ambito forniscono un quadro sullo “stato di salute” di queste strutture, consentendo quindi non solo di individuare le sorgenti potenzialmente odorigene, ma anche di fornire un supporto ai gestori ed agli enti di controllo nell’individuazione degli interventi tecnici, gestionali e di ottimizzazione dei processi.