Illustrato l'avanzamento della ricerca in atto presso l'Istituto Agrario relativa alla fitopatia degli scopazzi del melo

SMAP 2: Prosegue la lotta agli scopazzi del melo
L'assessore Mellarini: 'La prevenzione è utile, ma ora si deve estirpare'

Lunedì, 20 Marzo 2006

“Scopazzi del Melo - Apple Proliferation 2” o, più semplicemente SMAP2, è la prosecuzione del progetto sugli scopazzi del melo che dal 2001 sta impegnando in campo e nei laboratori i ricercatori dell'Istituto Agrario di San Michele all'Adige per contrastare il dilagare di questa grave malattia che interessa per lo più i frutteti della valle di Non ma che, negli ultimi tempi, mostra segnali di comparsa anche in valle del Adige e in provincia di Bolzano.
A dieci mesi dall'avvio di questo secondo programma di ricerca, di durata quinquennale, i vertici di San Michele in collaborazione con l'Assessorato all'Agricoltura, Commercio e Turismo della Provincia autonoma di Trento e APOT, hanno incontrato ieri, presso l'Aula Magna dell'Istituto di San Michele, gli amministratori delle cooperative frutticole per illustrare loro i primi risultati di dieci mesi di attività e fare il punto sulla situazione Apple Proliferation in Trentino.
Il progetto, coordinato dal prof. Wolfgang Jarausch, si propone di valutare il rischio di diffusione della malattia in Trentino, ottimizzare le strategie di controllo e sviluppare portinnesti resistenti. “Le dotazioni finanziarie messe a disposizione dalla Provincia autonoma di Trento a favore delle attività di ricerca sono, per il momento, adeguate ai fabbisogni: purtroppo le soluzioni non saranno immediate, ma San Michele non abbasserà la guardia” ha spiegato il presidente Giovanni Gius, intervenuto con il direttore del Centro Sperimentale, Roberto Viola, evidenziando che il team di ricercatori che sta lavorando a questo progetto è di assoluto valore scientifico e che le collaborazione con altri enti ed istituti di ricerca, per acquisire ulteriori conoscenze, sono state attivate da tempo. Ha sottolineato, inoltre, l'importanza di continuare la lotta basata sui tre cardini da tempo individuati da San Michele: estirpazione, controllo dei vettori, reimpianti con materiale sicuro, meglio se dopo un periodo di riposo del terreno.
L'assessore provinciale all'agricoltura, commercio e turismo, Tiziano Mellarini, ha illustrato le ipotesi di applicazione in provincia di Trento del decreto di lotta obbligatoria, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 14 marzo. Le linee principali, attraverso le quali dovrebbe essere attuato il decreto dovrebbero essere le seguenti: individuare tutto il territorio provinciale quale zona di insediamento; attuare la lotta contro i due insetti ritenuti vettori del fitoplasma; estirpare immediatamente i frutteti abbandonati con presenza di piante malate; prevedere un intervento mirato per gli impianti più vetusti. “Visto che la superficie di frutteti con un'età maggiore ai 25 anni si aggira, grosso modo, tra i 1.500 ed i 2000 ettari, non è pensabile imporre un'immediata estirpazione su questa superficie. E' necessario pertanto prevedere, per tali impianti, un programma quadriennale di estirpazione per tali impianti che prenda l'avvio nel 2006 e si concluda nel 2009” ha spiegato l'assessore.
Per tutti gli impianti sotto i 25 anni sarà, invece, necessario procedere ad una estirpazione più immediata. Negli impianti, inoltre, con una percentuale di piante ammalate oltre il 20 per cento la compensazione è ammessa solo con una estirpazione di una superficie minima di 1.000 metri quadrati. Il valore ammesso per il mancato reddito sarà graduato in funzione dell'età: per impianti di età uguale o minore ai 15 anni, il valore ammesso per ettaro è di 12.430,00 euro; per impianti di età superiore ai 15 anni di 9.572,00 euro.
L'intervento provinciale è fissato nella misura del 70 per cento del valore ammesso. Non sono concesse agevolazioni finanziarie per estirpi riguardanti singole piante colpite. Le estirpazioni annuali verranno però conteggiate negli anni sia ai fini dell'accertamento della presenza della patologia sia per la concessione dei benefici qualora l'estirpo totale superi la soglia del 20 per cento nell'appezzamento.
Le domande possono essere presentate – ad estirpo avvenuto - entro il 31.10 2005 per l'anno 2005 e il 30.6.2006 per l'anno 2006.

Con cortese richiesta di pubblicazione e/o diffusione

?Fotoservizio e filmato a cura dell'Ufficio stampa dell'Istituto Agrario

Ufficio stampa

S.Michele a/A, martedì 21 marzo 2006