Lago di Tovel: si svela un mistero durato quarant'anni

L'Istituto Agrario di San Michele all'Adige scopre le cause del mancato arrossamento del lago di Tovel.

Il fattore determinante: la stretta correlazione tra le modalità di gestione degli animali all'alpeggio e la comparsa delle fioriture algali

Lago di Tovel: si svela un mistero durato quarant'anni

Martedì, 13 Aprile 2004

A conclusione di uno specifico incarico affidato tre anni fa dalla Provincia autonoma di Trento, volto a sviluppare più approfondite indagini sulle possibili cause che hanno portato al mancato arrossamento del lago di Tovel, l'Istituto Agrario oggi è in grado fornire alcune spiegazioni scientifiche al fenomeno dell'arrossamento del lago di Tovel ed al suo mancato manifestarsi negli ultimi quarant'anno, individuando cause e concause. La scienza ora consegna alla collettività, agli amministratori e alla politica l'onere di assumere la decisione di quello che potrà essere il destino del "lago Rosso".

 L'Istituto ha coordinato una specifica équipe di ricerca, comprendente tutte le competenze professionali sul territorio trentino e le migliori competenze europee relative alle varie problematiche affrontate dal progetto. Il progetto SALTO (Studio cause mancato arrossamento lago di Tovel) è stato finanziato dalla Provincia autonoma di Trento per 3,7 miliardi di lire, ai quali sono stati aggiunti 2,3 miliardi a carico degli enti partecipanti al progetto (21 istituzioni, dei quali 6 fuori dai confini nazionali).

 

Le "vecchie" ipotesi

Vennero avanzate diverse ipotesi per spiegare la scomparsa del fenomeno, tendenti comunque tutte a porre al centro dell'attenzione l'uomo, quale responsabile dell'alterazione di un ecosistema giustamente ritenuto unico nel suo genere. 1) Si pensò che la causa potesse essere la presenza, in prossimità del lago, di attività umane in misura maggiore che non nel passato; 2) la realizzazione dell'invaso artificiale di Santa Giustina; 3) lo svaso eccessivo delle acque del lago effettuato nell'estate del 1964; 4) anche le modifiche dei regimi di gestione del bosco e dell'uso del sottobosco vennero messe sotto accusa e sospettate di aver variato l'equilibrio naturale della valle; 5) così anche la frutticoltura della Valle di Non, ed in particolare la sua intensificazione con l'aumentata necessità di impiego di fitofarmaci.

 

Le "vecchie" spiegazioni scientifiche

Le ricerche dell'Istituto Agrario hanno smentito le spiegazioni scientifiche che si erano consolidate negli anni, come quella del professor Edgardo Baldi.

Negli anni Quaranta il maggior esperto nazionale di limnologia riteneva che l'arrossamento del golfo sud occidentale (baia rossa) fosse dovuto al trasporto passivo della gran massa della popolazione rossa di superficie, attraverso l'azione della brezza soprattutto nei giorni estivi tranquilli e sereni, ma anche che l'alga responsabile dell'arrossamento presentasse due forme intercambiabili: la serie rossa e la serie verde.

 

Gli studi del periodo 1964-2000 ricercarono fattori esterni o interni alle alghe che influenzavano  l'arrossamento senza trovare però le cause. La forma verde risultava sempre prevalente e gli studiosi cercarono di capire perché non avvenisse più la transizione delle forme verdi verso le rosse. Nemmeno con l'apporto di nutrienti (fosforo in particolare) comparirono arrossamenti. 

 

La svolta nelle ricerche: l'approccio multidisciplinare dell'Istituto Agrario

I ricercatori dell'Istituto evidenziano che le diverse forme descritte dal Baldi non sono stadi di sviluppo di una medesima specie ma specie diverse. In sintesi, risulta che le serie "verdi" e "rosse" di Baldi sono in realtà due specie diverse di alghe, la serie (oggi specie) rossa era la responsabile del fenomeno dell'arrossamento delle acque ed è verosimilmente riconducibile al genere Woloszynskia. La vecchia denominazione Glenodinium sanguineum non è utilizzabile per contraddistinguere la specie presente a Tovel in quanto già utilizzata per indicare un'altra alga.

Studi in corso presso Iasma in stretta collaborazione con l'Università di Copenhagen (Professori Gert Hansen e Øjvind Moenstrup) consentiranno di descrivere la tassonomia delle alghe presenti a Tovel.

 

Dove trova spiegazione l'unicità di Tovel?

La proliferazione delle alghe rosse avveniva in un piccolo bacino (la Baia Rossa) collegato ad un bacino molto più ampio che amplificava in modo spettacolare l'effetto ottico dell'arrossamento.

 

La causa del mancato arrossamento: i cambiamenti intervenuti nell'ultimo secolo nella gestione dell'alpeggio.

Il carico estivo di nutrienti (azoto e fosforo) conseguente alla monticazione del bestiame creava i presupposti per la fioritura algale. A metà degli anni Sessanta la drastica riduzione degli apporti nutrizionali ha impedito le fioriture algali senza pregiudicare la sopravvivenza dell'alga.

L'Istituto Agrario di San Michele ha individuato una stretta correlazione tra la modalità di gestione degli animali all'alpeggio e la comparsa delle fioriture algali. La presenza di nutrienti nelle acque era una condizione necessaria per scatenare le fioriture, ma non sufficiente in quanto dovevano poi verificarsi favorevoli condizioni meteorologiche, in particolare una bassa piovosità estiva. L'arrossamento si presenta come un fenomeno naturale con una razionale spiegazione biologica.

La scomparsa delle fioriture dopo il 1964 sarebbe dunque legata alla  riduzione degli apporti nutrizionali dovuti a significativi cambiamenti nelle modalità di monticazione degli animali nella valle di Tovel. Vediamo quali:

1. Il bosco ha occupato gradatamente le aree a pascolo.

2. Nel secondo dopoguerra diminuiscono gradualmente le greggi che soggiornavano nei pascoli alti sino a scomparire del tutto anni prima della cessazione del fenomeno dell'arrossamento.

3. Il carico globale di bovini rimane sostanzialmente costante nel tempo.

4. Cambiamenti significativi nel modo di gestire i bovini all'alpeggio: animali da latte parzialmente sostituiti da bestiame in asciutta che non rientra alla sera in malga; vacche da latte tenute per tempi più brevi in stalla; significativa riduzione degli apporti di azoto e fosforo al lago.

5. L'arrossamento avveniva in prossimità delle sorgenti che immettono nel lago acque transitate in prossimità delle malghe.

A partire dalla metà degli anni Sessanta si è verificata una situazione di oligotrofia (mancanza di nutrienti nelle acque che arrivano al lago) che ha modificato significativamente i preesistenti equilibri tra le specie algali "rosse" e "verdi" favorendo queste ultime. Conseguentemente gli studi condotti sino al 2003 hanno riguardato specie di alghe non coinvolte nel fenomeno dell'arrossamento (la serie verde di E.Baldi).

 

Le questioni aperte

Il carico di nutrienti che affluiva al lago a seguito delle pratiche di alpeggio in malga pregiudicava in qualche modo la qualità delle acque del lago?

E' ipotizzabile un ritorno a forme di gestione del bestiame in malga simili a quelle adottate sino agli anni '60?

E' possibile indurre le fioriture algali senza ricorrere all'apporto di deiezioni animali?

 

 

La proposta

L'Istituto Agrario propone di allestimento di un microcosmo (cioè un modellino del lago di Tovel, con la presenza dell'alga) presso il centro visitatori che riproduca in scala ridotta il fenomeno dell'arrossamento.

 

 

 

Tuenno, 13 aprile 2004

Ufficio stampa