Visita del presidente Fugatti ai laboratori FEM impegnati nelle analisi sui tamponi

Circa 10 mila tamponi effettuati in queste settimane dalla FEM che per supportare la sanità trentina ha riconvertito tecniche e tecnologie destinati ad altri ambiti di ricerca

Visita del presidente Fugatti ai laboratori FEM impegnati nelle analisi sui tamponi

Giovedì, 11 Giugno 2020

Visita questa mattina del Presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, accompagnato dal direttore dell’APSS di Trento, Paolo Bordon, e dal direttore generale del Dipartimento Salute della PAT, Giancarlo Ruscitti, ai laboratori della Fondazione Edmund Mach, impegnati nelle analisi dei tamponi per la ricerca del coronavirus, dove hanno incontrato e ringraziato i ricercatori e i tecnici che fin dallo scoppio dell’emergenza si stanno fortemente impegnando nell’attività di supporto all’Azienda sanitaria trentina.
Erano presenti il presidente FEM, Mirco Maria Franco Cattani, il direttore generale Mario Del Grosso Destreri, la dirigente del Centro Ricerca e Innovazione Annapaola Rizzoli con i coordinatori Heidi Hauffe, Kieran Thuoy e Massimo Pindo che hanno illustrato le varie fasi dell’attività.

La prima tappa ha riguardato la struttura dove si ricevono quotidianamente i tamponi provenienti dal Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Ospedale S. Chiara e dove è stato allestito un vero e proprio laboratorio per l’estrazione dell’Rna. La visita è proseguita al Palazzo della Ricerca e della Conoscenza presso la Piattaforma di Sequenziamento dove avviene la seconda fase che individua l’eventuale segnale della presenza del RNA del virus con la trasmissione dei risultati via software al Laboratorio del Santa Chiara di Trento dove vengono e validati.

“ll ruolo che ha avuto la FEM in questi mesi nel contesto del sistema sanitario trentino è stato centrale -  ha spiegato il presidente PAT, Maurizio Fugatti – perché i numeri che abbiamo raggiunto in tema di tamponi effettuati è dovuto a un sistema che si è messo insieme, grazie ad Apss, Cibio e FEM. Diecimila tamponi effettuati ad oggi con una potenzialità di 1200 al giorno, dimostra che quando il Trentino vuole fare squadra ci riesce. Questo strumento diventa importante rispetto ad un’eventuale situazione critica che si dovesse ripresentare.  Ringrazio, pertanto, i ricercatori che si sono prestati all’interno di FEM, ma anche per aver creduto in questa scommessa, convertendo la sua missione nell’agricoltura a supporto della sanità”.

“E’ un grande aiuto – ha aggiunto il direttore APSS, Paolo Bordon quello che la Fondazione Mach ha fornito e sta fornendo tutt’ora, mettendo disposizione le sue eccellenze professionali e tecnologiche, condividendo una mission, quella di essere utile nella lotta contro il Covid 19”.

“I ricercatori FEM – ha evidenziato il presidente FEM, Mirco Maria Franco Cattani - si sono immediatamente dedicati con profondo senso civico e responsabilità sociale distinguendosi nell’attività di analisi dei tamponi pervenuti da APSS, prodigandosi fin da subito nell’approntamento delle macchine e nell’uso delle stesse in osservanza del protocollo sanitario in perfetta sintonia tecnica e collaborazione con l’attività svolta dall’APSS e da CIBIO”.

Attività e fasi.  L’attività analitica che si sta svolgendo a San Michele, che ad oggi ha riguardato circa 10.000 tamponi, vede la collaborazione di circa 30 ricercatori, tecnologi e tecnici di oltre 10 unità di ricerca della Fondazione Mach (Genetica della conservazione, Nutrizione e nutrigenomica, Genetica e miglioramento genetico dei fruttiferi, Biologia e fisiologia vegetale, idrobiologia, Ecogenomica, Metabolomica, Qualità Sensoriale, Patologia vegetale e microbiologia applicata ed ecologia applicata, qualità sensoriale nonché la piattaforma di sequenziamento). In poche settimane, come tanti laboratori di ricerca in Europa, questi scienziati si sono rimboccati le maniche per mettere in piedi un nuovo laboratorio con le attrezzature già disponibili ed effettuare le analisi in stretto raccordo con il Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Ospedale S. Chiara.

Gli scienziati coinvolti, a turni di 6 persone, da quando la mattina presto ricevono i tamponi inattivati alla FEM, hanno 12 ore di tempo per fornire i risultati all’APSS. Il lavoro si divide in due fasi e in due laboratori, dove i protocolli utilizzati sono identici a quelli applicati al S. Chiara. Nella prima fase, in un laboratorio isolato e elevati standard di sicurezza, l'RNA virale viene estratto da una piccola parte del liquido contenuto in ogni tampone, utilizzando un kit dei reagenti e un sistema altamente automatizzato che permette l’estrazione da 96 campioni alla volta. Le “eluizioni” (cioè l’Rna estratto) sono quindi trasportate alla Piattaforma di Sequenziamento nel Palazzo Ricerca e Conoscenza per la seconda fase. Qui, utilizzando un altro kit di reagenti ed un sistema robotizzato si tenta di amplificare una parte dell’RNA del virus SARS-cov2-2019 da ogni campione.  La fase di amplificazione è in sostanza quella che individua l’eventuale segnale della presenza del RNA del virus SARS-cov2-2019 e che può rendere un tampone “positivo”. Va aggiunto che ad ogni amplificazione si affianca sempre un ‘controllo interno’ che garantisce non vi siano ‘falsi negativi’. I risultati sono trasmessi via software al Laboratorio del S Chiara di Trento dove vengono e validati.

Fotoservizio e filmato PAT

Interviste

Maurizio Fugatti

Paolo Bordon

Mirco Maria Franco Cattani

(sc)

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