Circa duecento viticoltori hanno partecipato alla seconda edizione della Giornata Viticola

Quaderno di campagna informatizzato in arrivo anche per i viticoltori
Sono 400 le aziende frutticole trentine che nel 2004 hanno utilizzato questo moderno strumento tecnologico

Wednesday 02 March 2005

Sono 400 le aziende frutticole trentine che nel 2004 hanno utilizzato il quaderno di campagna informatizzato per il melo. Si tratta di un registro dei trattamenti e delle pratiche agricole scaricabile da Internet o disponibile su CD-Rom, facile da compilare e prontamente consultabile; uno strumento tecnologico moderno che tra un paio di mesi l'Istituto Agrario di San Michele metterà a disposizione anche dei viticoltori.
 Di quaderno di campagna viticolo informatizzato se n'è parlato stamane, a San Michele, nell'ambito della seconda edizione della Giornata Viticola, appuntamento che ha richiamato circa duecento viticoltori da tutta la provincia.
 L'incontro tecnico ha affrontato le problematiche più importanti del settore: dagli acari e insetti che attaccano la vite all'oidio, pericoloso parassita che lo scorso anno ha provocato danni ai vigneti in alcune zone del Trentino, dalle selezioni clonali più importanti delle varietà Lagrein, Marzemino e Teroldego operate presso l'Istituto Agrario alle "istruzioni per l'uso" del quaderno di campagna informatizzato.
 Acari e insetti che attaccano la vite
 Nei vigneti trentini sono sempre presenti numerose specie di insetti potenzialmente dannosi. La gestione integrata del vigneto e l'introduzione di metodologie di difesa come la confusione sessuale hanno favorito la crescita degli "insetti utili" che consentono di controllare molte specie dannose. A volte, però, questo equilibrio viene interrotto per cause agronomiche o climatiche: gli "insetti dannosi" prendono il sopravvento e il viticoltore deve intervenire con un'attenta strategia. "Nelle ultime annate sono ricomparsi in maniera massiccia gli insetti che vivono all'interno del legno deperito ma non provocano alcun danno diretto. L'unica strategia di difesa possibile è la distribuzione in campo di trappole costituite da fascine di tralci che hanno l'obiettivo di attirare gli adulti durante il volo nel mese di maggio" ha spiegato Roberto Lucin. Nel 2004 si è assistito ad una forte crescita degli "eriofidi" dovuta all'estate precedente molto calda; si tratta di acari che si nutrono succhiando la linfa dalle foglie e sono in grado di bloccare lo sviluppo dei nuovi germogli. "La difesa attualmente possibile- ha spiegato il tecnico-  è di tipo preventivo in quanto l'insetto non è visibile ad occhio nudo e in presenza dei sintomi il trattamento non è più efficace".
Il "mal bianco" provocato da un fungo
L'oìdio o "mal bianco" è una malattia causata da un fungo che lo scorso anno si è ripresentato nelle zone di collina e nelle zone calde e asciutte del fondovalle, anche a causa dell'andamento climatico caldo e poco piovoso del periodo estivo. Per evitare attacchi ai grappoli, nelle aree più pericolose e sulle varietà più sensibili, i tecnici dell'Istituto Agrario hanno consigliato di intervenire con precoci sfogliature e tempestivi trattamenti. "Attualmente ricerca e assistenza tecnica di San Michele stanno studiando comportamento e biologia del fungo e monitorando l'inoculo autunnale" ha spiegato Francesco Fellin.
Selezione di cloni per migliorare e valorizzare le varietà tipiche più interessanti: Lagrein, Marzemino e Teroldego
Sono state presentate le principali caratteristiche viticole ed enologiche dei 14 cloni di Lagrein, Marzemino e Teroldego recentemente riconosciuti dai ricercatori di San Michele. "Il risultato conseguito sui tre più rappresentativi vitigni regionali -ha detto Umberto Malossini-  è stato possibile grazie all'attività di selezione clonale condotta continuativamente dall'Istituto Agrario di San Michele all'Adige fin dal 1967, vale a dire in anticipo rispetto alla Direttiva Comunitaria in materia (datata 1968) ed ai successivi interventi legislativi nazionali". Obiettivo del programma di ricerca è il miglioramento quali-quantitativo e sanitario dei materiali di moltiplicazione della vite.  Per questo motivo è stato reperito il maggior numero di biotipi (presunti cloni) nelle zone a maggior vocazione (Isera e Volano per il Marzemino, Mezzocorona e Mezzolombardo per il Teroldego, Mezzocorona e Bolzano per il Lagrein). I vigneti di confronto progressivamente realizzati e sottoposti a controlli rappresentano circa 18 ettari in totale, con oltre 600 presunti cloni in studio per 28 vitigni attualmente in selezione.
 

 ??Fotoservizio e filmato a cura di Sirio Film
 
 
 
 S.Michele all'Adige, giovedì 3 marzo 2005
 
 
 Con cortese preghiera di pubblicazione e/ o diffusione
 Ufficio stampa